Tuesday, June 23, 2009

Fratelli d'Italia (parte 1)


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Qualche settimana fa, a una cena di famiglia, mio cugino Manuel mi chiese quale fosse, secondo me, la più grande differenza tra noi e gli americani. Anche lui, come altri che mi hanno posto la stessa domanda, era convinto che gli avrei risposto che rispetto a noi gli americani sono profondamente ignoranti, come confermano certi stessi programmi americani nei quali si vedono spesso e volentieri persone appartenenti alla classe media boccheggiare di fronte a domande dalla semplicità disarmante, oppure esprimersi con delle costruzioni indegne di un bambino di prima elementare. Gli stessi exchange students che ritornano dagli Stati Uniti, me compreso, confermano poi che l'insegnamento delle varie materie viene mediamente gestito a un livello nettamente inferiore e a un ritmo notevolmente più rilassato rispetto a quello che si fa normalmente nelle nostre scuole italiane. Da ciò che ho potuto vedere io, quindi, avrei anche potuto confermare questa posizione, dal momento che né la mia scuola in Alabama né quella in Mississippi offrivano un'istruzione di qualità paragonabile alla nostra, ma è anche vero che ciò che rende importante un'educazione non è tanto quanto impari, ma ciò che impari e come sai usare ciò che sai. Se è vero infatti che, complessivamente, l'insegnamento delle varie materie in America avviene a livelli decisamente bassi, è anche vero però che se da parte dello studente ci sono volontà d'imparare e dedizione nello studio, gli Stati Uniti offrono diverse opportunità come fiere scientifiche, competizioni sportive, esposizioni artistiche, rappresentazioni teatrali, gare di retorica e altre manifestazioni ancora per permettere ai propri studenti di confrontarsi con i loro pari sul piano pratico, che nella migliore tradizione anglosassone non viene mai ignorato: probabilmente un americano medio non saprà neanche qual è la capitale dell'Italia, ma semplicemente perché non gli serve. Nel momento in cui un americano ha bisogno di sapere qualcosa, utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per conoscerla nel modo più preciso e aggiornato possibile.

Ora, non voglio premiare questo tipo d'istruzione, che è molto settoriale e porta la massa ad essere facilmente raggirabile e governabile, ma siamo onesti con noi stessi: quanti degli italiani "colti" sono effettivamente tali? Quante delle persone che andavano bene a scuola, poi, nella loro vita, hanno veramente coltivato la propria cultura personale, o si sono ricordati anche solo la metà delle cose che hanno imparato alle superiori, o avrebbero comunque potuto farlo meglio se le strutture scolastiche italiane avessero fornito mezzi adeguati e aggiornati? Penso allora che la percentuale di "ignoranti" italiani diventerebbe molto vicina, se non uguale, a quella degli "ignoranti" americani.

A mio cugino quindi non ho risposto che la differenza più grande tra gli italiani e gli americani sta nell'istruzione, non comuqnue più significativa di tante altre differenze che avrei potuto elencargli. La cosa che ho trovato più aliena rispetto al mio mondo d'origine è stato invece il modo in cui gli americani percepiscono sé stessi, come individui e come popolo, e il modo in cui organizzano la loro vita di comunità, molto più "comunista" di quanto ci si potrebbe aspettare dalla patria dell'individualismo capitalista.

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Il 21 giugno 2009 il quotidiano Il Giornale presentava in prima pagina una lettera scritta dall'attuale Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi per difendere sé stesso e il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi dagli attacchi che il quotidiano La Repubblica aveva mosso loro, durante le precedenti settimane, in seguito agli scandali che coinvolgevano la corruzione dell'avvocato Mills, la partecipazione di una minorenne a feste sontuose indette dal Premier nella sua villa in Sardegna e il presunto coinvolgimento sempre dello stesso in un giro di prostituzione e di uso improprio dei voli di Stato.




"...Eugenio Scalfari (il fondatore ed ex-direttore di La Repubblica) cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.", scrive il ministro Bondi, "La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo.
Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico.
Alle porte non vi è la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto destabilizzante di Repubblica, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell'Italia.
Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative."


Difficile rimanere indifferenti a queste parole. Difficile escludere che potrebbe trattarsi di un complotto ordito da quegli schifosi comunisti che sono tutti quelli che non condividono il pensiero di Berlusconi (poco importa che provengano effettivamente da movimenti marxisti/leninisti/staliniani, in Italia la parola "comunsta" ha acquistato ormai un significato completamente diverso da quello che aveva anche soltato una decina di anni fa). Del resto, nel momento in cui in un Paese "democratico" solamente un quotidiano (La Repubblica) e un telegiornale privato (Sky TG 24) denunciano questi fatti, è lecito supporre che si tratti di una bieca manovra della sinistra rancorosa volta a minare la fiducia nel Capo del Governo. Se tutti gli altri quotidiani e telegiornali non ne parlano, non è perché sono tutti controllati proprio da quella stessa persona, ma perché si tratta di bugie false e tendenziose. Poco importa che siano accreditate dal resto della stampa estera e che su Internet ci sia una guerra contro la censura che lo stesso governo di destra italiano cerca di applicare neanche si fosse in Cina...


Intercettazione telefonata Berlusconi-Saccà: Parte #02

La maggioranza degli italiani non presta più molta attenzione alle questioni morali. Berlusconi è talmente carismatico e tanto amato che i suoi sostenitori possono perdonargli ogni cosa, se non addirittura giustificarla. A nessuno importa che sia coinvolto in un conflitto d'interessi, che non abbia mai risolto fino in fondo i suoi guai con la giustizia (facendo cadere ogni processo che lo coinvolgeva in prescrizione), che abbia insultato un eurodeputato e offeso di conseguenza tutto il popolo tedesco da lui rappresentato, che abbia fatto in più di un'occasione apologia di fascismo, che abbia regolarmente denigrato la nostra magistratura e che si sia preso gioco delle istituzioni europee, di quelle italiane e dei simboli della patria, senza contare le sue inopportune considerazioni sulle donne.

Se tutte queste azioni possono risultare all'elettorato italiano perdonabili e giustificabili, mi chiedo tuttavia quali spiegazioni si possano dare a certe scelte fatte dal Cavaliere in materia legislativa che palesano la sua "discesa in campo" come un'azione volta al mero interesse personale, e non per prendersi cura dello Stato come lui millanta.

Continua...

2 comments:

eLLe said...

che grande poeta Bondi, hai mai letto qualche sua poesia? Altro che leopardi!

Pyros said...

A dire la verità no, mi mancano.

Tanto per curiosità, eLLe, come hai raggiunto il mio blog? Hai trovato il link in uno dei miei commenti sul blog di Gamberetta? Sai, non vengo visitato molto spesso da gente nuova! xD