Thursday, July 02, 2009

Fratelli d'Italia (parte 2)



Dieci nuove domande a Silvio Berlusconi: Video parte 2 / Articolo


Silvio Berlusconi ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri nel corso di 3 legislature: dal 1994 al 1995, dal 2001 al 2006 e durante quella corrente, iniziata nel maggio del 2008.

Ignoriamo le speculazioni sui motivi che avrebbero spinto a entrare in politica l'uomo più ricco d'italia - che, ricordiamo, all'epoca era già indagato per aver riciclato denaro ottenuto da attività mafiose, sospettato per concorso in strage e noto amico e sostenitore di Bettino Craxi; lasciamo da parte per un momento anche il fatto che, in seguito ai recenti scandali che lo avrebbero coinvolto in un giro di prostituzione e di favoreggiamento, Silvio Berlusconi non sia stato in grado di fornire delle giustificazioni esaurienti e non contraddittorie, ma che anzi abbia reagito invitando la stampa nazionale e internazionale a non parlare della vicenda, di fatto screditando la libertà di stampa e cercando di infondere ulteriore sfiducia nell'elettorato italiano nei confronti di tutto ciò che non è il Suo verbo.
Limitiamoci piuttosto ad analizzare ciò che ha effettivamente promesso e realizzato mentre era al potere.




Governo Berlusconi I - XII Legislatura della Repubblica Italiana

Nel 1993, in seguito allo scandalo di Tangentopoli, l'Italia si trova orfana della guida di due dei suoi partiti più importanti, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano.
Il partito erede del Partito Comunista Italiano, cioè il Partito Democratico della Sinista fondato nel 1991 e guidato da Achille Occhetto, sembra non avere apparentemente rivali, e si vede già vittorioso alle elezioni politiche di marzo. Berlusconi, tuttavia, annuncia, a soli due mesi di distanza dalle elezioni politiche, che sarebbe "sceso in campo" con il neonato partito di Forza Italia. Il 27 marzo 1994, contro ogni previsione, il partito dell'industriale milanese vince le elezioni insieme a Alleanza Nazionale, Lega Nord, Centro Cristiano Democratico e Unione di Centro riunite sotto la coalizione Polo delle Libertà-Polo del Buon Governo.

Tuttavia, si tratta di un'esperienza di governo piuttosto travagliata: l'incompatibilità continuamente manifesta tra la Lega Nord (razzista, neoliberista e avverso allo Stato centralista) e Alleanza Nazionale (nazionalista e assertore dello Stato forte e interventista) e la questione sociale che il 12 novembre 1994 mobilita a Roma un milione di persone in difesa dei diritti dei lavoratori (la più grande manifestazione sindacale nella storia della Repubblica) mostrano la debolezza del primo Governo Berlusconi.

Il 22 novembre 1994 viene recapitato a Berlusconi un avviso di garanzia dalla Procura di Milano dal quale apprende di essere indagato per concorso in corruzione, tutto questo mentre presiede a Napoli la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata. In seguito, anche alcuni tra i suoi più stretti collaboratori, Marcello Dell'Utri (avvocato di Berlusconi) e Cesare Previti (Ministro della Difesa), sono travolti da altre gravi accuse. Berlusconi accusa di cospirazione politica la magistratura.

La fine del primo breve Governo Berlusconi arriva quando Berlusconi non approva il progetto della Lega Nord di dividere l'Italia in 9 macroaree e Bossi non appoggia il Cavaliere in Parlamento sul tema tema delle pensioni. Berlusconi afferma in diretta televisiva che Bossi è un alleato poco affidabile, mentre il leader della Lega Nord accusa il premier di associazione mafiosa.

Il 22 dicembre 1994, Silvio Berlusconi consegna le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

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Tuesday, June 23, 2009

Fratelli d'Italia (parte 1)


video

Qualche settimana fa, a una cena di famiglia, mio cugino Manuel mi chiese quale fosse, secondo me, la più grande differenza tra noi e gli americani. Anche lui, come altri che mi hanno posto la stessa domanda, era convinto che gli avrei risposto che rispetto a noi gli americani sono profondamente ignoranti, come confermano certi stessi programmi americani nei quali si vedono spesso e volentieri persone appartenenti alla classe media boccheggiare di fronte a domande dalla semplicità disarmante, oppure esprimersi con delle costruzioni indegne di un bambino di prima elementare. Gli stessi exchange students che ritornano dagli Stati Uniti, me compreso, confermano poi che l'insegnamento delle varie materie viene mediamente gestito a un livello nettamente inferiore e a un ritmo notevolmente più rilassato rispetto a quello che si fa normalmente nelle nostre scuole italiane. Da ciò che ho potuto vedere io, quindi, avrei anche potuto confermare questa posizione, dal momento che né la mia scuola in Alabama né quella in Mississippi offrivano un'istruzione di qualità paragonabile alla nostra, ma è anche vero che ciò che rende importante un'educazione non è tanto quanto impari, ma ciò che impari e come sai usare ciò che sai. Se è vero infatti che, complessivamente, l'insegnamento delle varie materie in America avviene a livelli decisamente bassi, è anche vero però che se da parte dello studente ci sono volontà d'imparare e dedizione nello studio, gli Stati Uniti offrono diverse opportunità come fiere scientifiche, competizioni sportive, esposizioni artistiche, rappresentazioni teatrali, gare di retorica e altre manifestazioni ancora per permettere ai propri studenti di confrontarsi con i loro pari sul piano pratico, che nella migliore tradizione anglosassone non viene mai ignorato: probabilmente un americano medio non saprà neanche qual è la capitale dell'Italia, ma semplicemente perché non gli serve. Nel momento in cui un americano ha bisogno di sapere qualcosa, utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per conoscerla nel modo più preciso e aggiornato possibile.

Ora, non voglio premiare questo tipo d'istruzione, che è molto settoriale e porta la massa ad essere facilmente raggirabile e governabile, ma siamo onesti con noi stessi: quanti degli italiani "colti" sono effettivamente tali? Quante delle persone che andavano bene a scuola, poi, nella loro vita, hanno veramente coltivato la propria cultura personale, o si sono ricordati anche solo la metà delle cose che hanno imparato alle superiori, o avrebbero comunque potuto farlo meglio se le strutture scolastiche italiane avessero fornito mezzi adeguati e aggiornati? Penso allora che la percentuale di "ignoranti" italiani diventerebbe molto vicina, se non uguale, a quella degli "ignoranti" americani.

A mio cugino quindi non ho risposto che la differenza più grande tra gli italiani e gli americani sta nell'istruzione, non comuqnue più significativa di tante altre differenze che avrei potuto elencargli. La cosa che ho trovato più aliena rispetto al mio mondo d'origine è stato invece il modo in cui gli americani percepiscono sé stessi, come individui e come popolo, e il modo in cui organizzano la loro vita di comunità, molto più "comunista" di quanto ci si potrebbe aspettare dalla patria dell'individualismo capitalista.

* * *


Il 21 giugno 2009 il quotidiano Il Giornale presentava in prima pagina una lettera scritta dall'attuale Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi per difendere sé stesso e il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi dagli attacchi che il quotidiano La Repubblica aveva mosso loro, durante le precedenti settimane, in seguito agli scandali che coinvolgevano la corruzione dell'avvocato Mills, la partecipazione di una minorenne a feste sontuose indette dal Premier nella sua villa in Sardegna e il presunto coinvolgimento sempre dello stesso in un giro di prostituzione e di uso improprio dei voli di Stato.




"...Eugenio Scalfari (il fondatore ed ex-direttore di La Repubblica) cerca di dipingere il quadro politico e l’atmosfera di questi giorni come se ci trovassimo nuovamente alla vigilia della caduta di un regime, con il corollario di servi, gerarchi e cortigiani, fra i quali vengo annoverato maliziosamente anch’io, in procinto di tradire e di abbandonare la nave.", scrive il ministro Bondi, "La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà.
Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo.
Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico.
Alle porte non vi è la caduta di un regime, come ritiene Eugenio Scalfari, né la fuga di gerarchi felloni, ma vi sarebbe, nell’ipotesi abbia successo il progetto destabilizzante di Repubblica, l’indebolimento della nostra democrazia e la rovina dell'Italia.
Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative."


Difficile rimanere indifferenti a queste parole. Difficile escludere che potrebbe trattarsi di un complotto ordito da quegli schifosi comunisti che sono tutti quelli che non condividono il pensiero di Berlusconi (poco importa che provengano effettivamente da movimenti marxisti/leninisti/staliniani, in Italia la parola "comunsta" ha acquistato ormai un significato completamente diverso da quello che aveva anche soltato una decina di anni fa). Del resto, nel momento in cui in un Paese "democratico" solamente un quotidiano (La Repubblica) e un telegiornale privato (Sky TG 24) denunciano questi fatti, è lecito supporre che si tratti di una bieca manovra della sinistra rancorosa volta a minare la fiducia nel Capo del Governo. Se tutti gli altri quotidiani e telegiornali non ne parlano, non è perché sono tutti controllati proprio da quella stessa persona, ma perché si tratta di bugie false e tendenziose. Poco importa che siano accreditate dal resto della stampa estera e che su Internet ci sia una guerra contro la censura che lo stesso governo di destra italiano cerca di applicare neanche si fosse in Cina...


Intercettazione telefonata Berlusconi-Saccà: Parte #02

La maggioranza degli italiani non presta più molta attenzione alle questioni morali. Berlusconi è talmente carismatico e tanto amato che i suoi sostenitori possono perdonargli ogni cosa, se non addirittura giustificarla. A nessuno importa che sia coinvolto in un conflitto d'interessi, che non abbia mai risolto fino in fondo i suoi guai con la giustizia (facendo cadere ogni processo che lo coinvolgeva in prescrizione), che abbia insultato un eurodeputato e offeso di conseguenza tutto il popolo tedesco da lui rappresentato, che abbia fatto in più di un'occasione apologia di fascismo, che abbia regolarmente denigrato la nostra magistratura e che si sia preso gioco delle istituzioni europee, di quelle italiane e dei simboli della patria, senza contare le sue inopportune considerazioni sulle donne.

Se tutte queste azioni possono risultare all'elettorato italiano perdonabili e giustificabili, mi chiedo tuttavia quali spiegazioni si possano dare a certe scelte fatte dal Cavaliere in materia legislativa che palesano la sua "discesa in campo" come un'azione volta al mero interesse personale, e non per prendersi cura dello Stato come lui millanta.

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Wednesday, June 10, 2009

La sicurezza dei libri


video

Questo per me è un periodo di grandi cambiamenti, un periodo nel quale credo di aver finalmente trovato una riposta ad alcune importanti domande, o forse invece solamente nuove domande a cui rispondere.
Una volta finito il periodo del liceo, infatti, è finito un periodo di odiosi obblighi e scadenze, ma anche di un periodo tutto sommato di protezione. Si trattava di un percorso ben preciso con degli obiettivi ben chiari, un sistema all'interno del quale tutto appariva in ordine e al suo posto e che permetteva di rimandare continuamente il problema di dover decidere su ciò che sarebbe stato il mio futuro.

Image by think0
In questo periodo sto seguendo un corso di spagnolo, una cosa tranquilla fatta di due lezioni a settimana. A seguire questo corso siamo io e un uomo sui trent'anni che ha vissuto tutta la prima metà della sua vita negli Stati Uniti, e che si è trasferito a Brescia una volta già adulto per lavoro (contrariamente a quanto fanno molte altre persone che se ne vanno oltreoceano). La nostra insegnante ha avuto una vita ancora più strana: per metà irlandese e per metà argentina, ha vissuto in sud america fino a quando non ha incontrato suo marito, uno spagnolo che si trovava lì per lavoro. Dopo essersi trasferita in Spagna assieme a lui, anche lei è venuta qui a Brescia in cerca di lavoro in seguito alla violenta crisi economica che ha colpito la Spagna negli ultimi anni.

Mi piace lo spagnolo. Per un italiano poi è una lingua relativamente semplice da imparare: anche senza conoscerlo, è molto facile capire la maggior parte delle parole, e se si ha un minimo di conoscenza di grammatica italiana - quella che ci viene insegnata fin dalle elementari - fare un parallelismo tra le loro strutture e le nostre viene automatico.

Tanto è facile per me, però, tanto è difficile per il mio compagno di corso italo-americano. Seppure si esprima in un italiano perfetto, da madrelingua (a parte qualche congiuntivo ogni tanto, ma neanche gli italiani li azzeccano tutti), è una lingua che ha appreso sul campo, senza mai studiarla veramente con dei libri. Tanto di cappello a lui, quindi, ma per lui fare parallelismi tra la nostra lingua e lo spagnolo è un'impresa.

In un momento in cui la nostra insegnante non era in classe, mi ha chiesto di dargli una mano con alcuni esercizi che avremmo dovuto fare per casa e che lui non aveva avuto il tempo di completare. Ho provato così a spiegargli con pazienza alcune semplici regole fondamentali della grammatica spagnola cercando di sfruttare il suo bilinguismo per mostrargli gli stessi parallelismi che sfrutto io in modo da rendere anche per lui l'apprendimento di questa lingua molto meno ostico, ma tra singolari, plurali, maschili, femminili, soggetti, pronomi e aggettivi possessivi era completamente perso. Ciò che per me risultava intuitivo, per lui era un inferno.

Ho avuto pena per l'uomo. Anche se è più vecchio di me, mi ha ricordato quando al liceo ero alle prese con lo studio della fisica, e in classe prendevo appunti su appunti, ricopiavo dalla lavagna ogni singola formula, ogni singolo schema, ogni singolo simbolo senza mai arrivare a capo di niente, così come lui, che invece di capire le cose, le trascrive sperando di riuscire a comprenderle in seguito tramite lo studio a casa...

Image by zecg
Ripensare al periodo del liceo mi ha portato a fare un collegamento con il tipo di studi che sto per intraprendere, così distante nella forma e nei fatti a ciò per cui sono stato addestrato nei precedenti 20 anni della mia vita. A parte alcuni, pochi insegnamenti, la parte più importante del mio percorso d'ora in poi sarà basata non più tanto su ciò che avrò studiato sui testi, ma su ciò che avrò letto, visto, ascoltato e poi rielaborato, reinterpretato. Non dovrò più ripetere nozioni, ma prendere esempio da ciò che hanno fatto gli altri per sviluppare qualcosa di nuovo e di mio, che abbia un motivo di esistere di per sé e che gli altri trovino interessante guardare.

Mi è venuta un po' di angoscia nel pensare che, scegliendo questa strada, perdo definitivamente la protezione offerta dai libri cui ero stato abituato. Senza rendermene conto, mi ero sempre fatto cullare dalle loro pagine, e nello studio di concetti già confezionati avevo trovato sicurezza. Il fatto che fosse tutto lì, già pronto, mi dava una sensazione di forza, mentre invece mi rendeva passivo, inerte.

Mi chiedo quanti altri studenti, soprattutto italiani, cadano nello stesso "errore", e una volta arrivati a dover fare i conti con il mondo del lavoro si trovino spiazzati. Perché anche al di fuori del mondo dell'arte, viene sempre un momento in cui bisogna alzare gli occhi dal libro e davanti a sé non c'è più una verifica o un'interrogazione, ma un paziente, un edificio da costruire, una persona o un'azienda a cui rendere conto delle proprie azioni e decisioni.

Monday, June 08, 2009

Aggiornamento




Correva l'anno 2006 quando decisi di aprire questo blog in vista del mio imminente viaggio in America, pensando che sarei stato in grado di mantenerlo più o meno regolarmente aggiornato in modo da tenere un diario critico delle mie avventure e delle stranezze e meraviglie che mi aspettavo di incontrare - come poi è effettivamente succeso. Purtroppo, però, il mio sogno zucconiano di "cronista dell'altro mondo" si è realizzato solo a metà, visto che i miei aggiornamenti sono stati discontinui e concentrati più su quello che mi accadeva piuttosto che sulle riflessioni che mi capitava di fare confrontando il mio paese natale con la realtà americana.

E' da quando sono tornato, quindi, che questo blog è stato quasi totalmente ignorato e negletto, salvo sporadici, scarni aggiornamenti tutto sommato di scarsissima importanza. Il mio problema principale era: perché qualcuno dovrebbe fermarsi a leggere il mio blog? Ma soprattutto, perché dovrei raccontare i cazzi miei al mondo?
Più volte ho pensato di utilizzarlo come piattaforma per recensioni cinematografiche e letteriarie o per segnalare qualche cazzata internettiana, ma alla fine vuoi la pigrizia vuoi il fatto che un forum tutto sommato abbastanza frequentato può dare molte più soddisfazioni, True Heroes è stato totalmente ignorato.

Mi è venuta tuttavia voglia di rispolverare questo spazio, e di utilizzarlo per pubblicare tutti quei pensieri che mi piacerebbe condividere con persone che non siano semplicemente parenti o amici, ma tutte quelle che sono capitate qui per un motivo o per l'altro e hanno avuto la voglia e la pazienza di leggere quello che scrivo. Questo perché sono convinto sia possibile esprimere la propria visione del mondo pubblicamente senza dover aver paura di rimanere nudi in piazza, o che una persona a noi avversa possa servirsene per farci un torto.
Contrariamente a quanto avevo già similmente annunciato in questo vecchio intervento, scelgo anche di scrivere in italiano piuttosto che in inglese, come mi ero inizialmente ripromesso di fare per mantenermi in esercizio, per comodità mia e dei miei lettori, che almeno nell'immediato mi aspetto comunque appartenere alla cerchia degli amici che già mi conoscono.

*EDIT*

Ho fatto la sciocchezza di aggiornare il mio blog con il nuovo Layout di BlogSpot (c'era ancora quello vecchio) senza salvare il vecchio modello. Probabilmente alcuni link di quelli elencati a fianco sono andati persi, come il counter di Lost.
Vabbè, roba di poco conto - l'importante è avere accesso ai nuovi, interessanti tools che questa versione mette a disposizione, anche se un po' la vecchia formattazione mi manca già...

Wednesday, November 05, 2008

Smells like History



Barack Obama Victory Speech
November 4th 2008
Part 1 / Part 2 / Part 3


"Hello, Chicago.

"If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible, who still wonders if the dream of our Founders is alive in our time, who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.

"It's the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen, by people who waited three hours and four hours, many for the first time in their lives, because they believed that this time must be different, that their voices could be that difference.

"It's the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled Americans who sent a message to the world that we have never been just a collection of individuals or a collection of red states and blue states; we are and always will be the United States of America.

"It's the answer that led those who've been told for so long by so many to be cynical and fearful and doubtful about what we can achieve to put their hands on the arc of history and bend it once more toward the hope of a better day. It's been a long time coming, but tonight, because of what we did on this day, in this election, at this defining moment, change has come to America.

"A little bit earlier this evening, I received an extraordinarily gracious call from Senator McCain. Senator McCain fought long and hard in this campaign, and he's fought even longer and harder for the country that he loves. He has endured sacrifices for America that most of us cannot begin to imagine. We are better off for the service rendered by this brave and selfless leader. I congratulate him, I congratulate Governor Palin for all they've achieved, and I look forward to working with them to renew this nation's promise in the months ahead.

"I want to thank my partner in this journey, a man who campaigned from his heart and spoke for the men and women he grew up with on the streets of Scranton, and rode with on the train home to Delaware, the vice president-elect of the United States, Joe Biden.

"And I would not be standing here tonight without the unyielding support of my best friend for the last 16 years, the rock of our family, the love of my life, the nation's next first lady, Michelle Obama.

"Sasha and Malia, I love you both more than you can imagine, and you have earned the new puppy that's coming with us to the White House.

"And while she's no longer with us, I know my grandmother is watching, along with the family that made me who I am. I miss them tonight, and know that my debt to them is beyond measure.

"To my sister Maya, my sister Auma, all my other brothers and sisters, thank you so much for all the support that you've given to me. I am grateful to them.

"And to my campaign manager, David Plouffe, the unsung hero of this campaign who built the best political campaign I think in the history of the United States of America. To my chief strategist, David Axelrod, who has been a partner with me every step of the way, to the best campaign team ever assembled in the history of politics... you made this happen, and I am forever grateful for what you've sacrificed to get it done.

"But above all, I will never forget who this victory truly belongs to. It belongs to you. It belongs to you.

"I was never the likeliest candidate for this office. We didn't start with much money or many endorsements. Our campaign was not hatched in the halls of Washington; it began in the backyards of Des Moines and the living rooms of Concord and the front porches of Charleston. It was built by working men and women who dug into what little savings they had to give $5 and $10 and $20 to the cause. It grew strength from the young people who rejected the myth of their generation's apathy. Who left their homes and their families for jobs that offered little pay and less sleep. It drew strength from the not-so-young people who braved the bitter cold and scorching heat to knock on the doors of perfect strangers, and from the millions of Americans who volunteered and organized, and proved that more than two centuries later a government of the people, by the people and for the people has not perished from the Earth. This is your victory.

"Now, I know you didn't do this just to win an election, and I know you didn't do it for me. You did it because you understand the enormity of the task that lies ahead. For even as we celebrate tonight, we know the challenges that tomorrow will bring are the greatest of our lifetime: two wars, a planet in peril, the worst financial crisis in a century. Even as we stand here tonight, we know there are brave Americans waking up in the deserts of Iraq and the mountains of Afghanistan to risk their lives for us. There are mothers and fathers who will lie awake after their children fall asleep and wonder how they'll make the mortgage or pay their doctors' bills or save enough for their child's college education.

"There's new energy to harness, new jobs to be created, new schools to build, and threats to meet, alliances to repair.

"The road ahead will be long. Our climb will be steep. We may not get there in one year or even in one term, but America, I have never been more hopeful than I am tonight that we will get there. I promise you: We as a people will get there.

"There will be setbacks and false starts. There are many who won't agree with every decision or policy I make as president, and we know the government can't solve every problem. But I will always be honest with you about the challenges we face. I will listen to you, especially when we disagree. And above all, I will ask you to join in the work of remaking this nation the only way it's been done in America for 221 years -- block by block, brick by brick, calloused hand by calloused hand.

"What began 21 months ago in the depths of winter cannot end on this autumn night. This victory alone is not the change we seek; it is only the chance for us to make that change.

"And that cannot happen if we go back to the way things were. It can't happen without you, without a new spirit of service, a new spirit of sacrifice. So let us summon a new spirit of patriotism, of responsibility where each of us resolves to pitch in and work harder and look after not only ourselves, but each other.

"Let us remember that if this financial crisis taught us anything, it's that we cannot have a thriving Wall Street while Main Street suffers. In this country, we rise or fall as one nation; as one people.

"Let's resist the temptation to fall back on the same partisanship and pettiness and immaturity that has poisoned our politics for so long. Let's remember that it was a man from this state who first carried the banner of the Republican Party to the White House -- a party founded on the values of self-reliance and individual liberty and national unity. Those are values we all share. And while the Democratic Party has won a great victory tonight, we do so with a measure of humility and determination to heal the divides that have held back our progress.

"As Lincoln said to a nation far more divided than ours, "We are not enemies, but friends -- though passion may have strained it must not break our bonds of affection." And to those Americans whose support I have yet to earn, I may not have won your vote tonight, but I hear your voices, I need your help, and I will be your president too.

"And to all those watching tonight from beyond our shores, from parliaments and palaces to those who are huddled around radios in the forgotten corners of the world, our stories are singular, but our destiny is shared, and a new dawn of American leadership is at hand.

"To those who would tear the world down: we will defeat you. To those who seek peace and security: we support you. And to all those who have wondered if America's beacon still burns as bright: tonight we proved once more that the true strength of our nation comes not from the might of our arms or the scale of our wealth, but from the enduring power of our ideals -- democracy, liberty, opportunity and unyielding hope.

"That's the true genius of America, that America can change. Our union can be perfected. And what we have already achieved gives us hope for what we can and must achieve tomorrow.

"This election had many firsts and many stories that will be told for generations. But one that's on my mind tonight's about a woman who cast her ballot in Atlanta. She is a lot like the millions of others who stood in line to make their voice heard in this election, except for one thing: Ann Nixon Cooper is 106 years old.

"She was born just a generation past slavery; a time when there were no cars on the road or planes in the sky; when someone like her couldn't vote for two reasons, because she was a woman and because of the color of her skin. And tonight, I think about all that she's seen throughout her century in America: the heartache and the hope, the struggle and the progress, the times we were told that we can't, and the people who pressed on with that American creed, yes we can.

"At a time when women's voices were silenced and their hopes dismissed, she lived to see them stand up and speak out and reach for the ballot. Yes we can.

"When there was despair in the Dust Bowl and depression across the land, she saw a nation conquer fear itself with a New Deal, new jobs, a new sense of common purpose. Yes we can.

"When the bombs fell on our harbor and tyranny threatened the world, she was there to witness a generation rise to greatness and a democracy was saved. Yes we can.

"She was there for the buses in Montgomery, the hoses in Birmingham, a bridge in Selma, and a preacher from Atlanta who told a people that "We shall overcome." Yes we can.

"A man touched down on the Moon, a wall came down in Berlin, a world was connected by our own science and imagination. And this year, in this election, she touched her finger to a screen and cast her vote, because after 106 years in America, through the best of times and the darkest of hours, she knows how America can change.

"America, we have come so far. We have seen so much. But there's so much more to do. So tonight let us ask ourselves, if our children should live to see the next century, if my daughters should be so lucky to live as long as Ann Nixon Cooper, what change will they see? What progress will we have made?

"This is our chance to answer that call. This is our moment. This is our time -- to put our people back to work and open doors of opportunity for our kids; to restore prosperity and promote the cause of peace; to reclaim the American dream and reaffirm that fundamental truth that out of many, we are one; that while we breathe, we hope; and where we are met with cynicism and doubt and those who tell us that we can't, we will respond with that timeless creed that sums up the spirit of a people: Yes, we can.

"Thank you. God bless you. And may God bless the United States of America."

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"In my whole life, I have never met an African American.
Only Americans who happen to have a different color of the skin from mine."
Greg Stacy, Wheeler (MS)